sabato 12 dicembre 2009

Christmas in love: Il folletto col cappello rosso


In occasione delle feste di Natale, il sito La mia biblioteca romantica ha lanciato un'iniziativa molto carina. Christmas in love, Racconti rosa sotto l'albero invita le sue lettrici e le autrici a scrivere un racconto di atmosfera natalizia da pubblicare sul sito, così da creare il giusto spirito romantico e positivo per vivere più creativamente e profondamente il Natale.

Ho partecipato con un breve racconto intitolato "Il folletto col cappello rosso". Per leggere e commentare: clicca qui.

Grazie a Francy, admin di La mia biblioteca romantica, per avermi coinvolta!

domenica 6 dicembre 2009

Libreria rosa italiana


Il sito Libreria rosa italiana, che si occupa di narrativa romance (e non solo...), dedica uno spazio a L'uomo che attraversò il tempo per me. Per leggere l'articolo e lasciare un commento: Selma in Libreria rosa italiana.

Un grazie speciale a Cristina Contilli, ricercatrice e scrittrice, autrice della bellissima saga di Alain e Juliette. La bibliografia di Cristina è consultabile sul suo blog personale e sulla sua pagina di anobii.

martedì 20 ottobre 2009

Spotlight

Il blog Isn't it romantic, che si occupa di tutto quanto riguardi l'universo narrativo e cinematografico del romance, ha molta cura degli autori esordienti, ed ha pubblicato una pagina dedicata al mio romanzo, con nota biografica, il booktrailer curato da Veronica Bennet e un breve estratto dal libro.

Ecco il link:
L'uomo che attraversò il tempo per me su Isn't it romantic.

domenica 18 ottobre 2009

Booktrailer

Il booktrailer del mio romanzo... Ideato, montato e diretto da Veronica Bennet, che non ringrazierò mai abbastanza per la sua creatività, dedizione e partecipazione alla storia di Selma e dell'uomo che attraversò il tempo per lei...




L'uomo che attraversò il tempo per me. Il booktrailer è su youtube!
Clicca qui per accedere alla pagina personale di Veronica Bennet e ai suoi video.

lunedì 15 giugno 2009

Prima intervista

Io sono particolarmente impacciata, quando si tratta di parlare di me stessa. Figurarsi parlare del mio romanzo, che vorrebbe essere letto, non descritto...
Comunque, questa è la mia prima intervista. Un modo carino per raccontare qualcosa di me, di Selma e dell'uomo che attraversò il tempo per lei...

Libri oggi, intervista con Andrea Menaglia, 12 dicembre 2008

martedì 14 aprile 2009

Letti in un sorso

Con questo racconto ho partecipato, nel 2008, al Concorso Letterario Santa Margherita: Letti in un sorso, in associazione con le Librerie Feltrinelli. E' stato pubblicato sul sito ufficiale del concorso come "racconto del giorno" a questo indirizzo:
Concorso letterario Santa Margherita - Racconto del giorno
In ogni caso, onde evitare di perdere il racconto nella rete, lo recupero qui...

Hugh era nel locale già da mezzora, quando si accorse di Ariel. Era seduta da sola nell'angolo più esposto della sala, fronte alla porta. Tavolo con vista sulla strada. Oltre l'immensa vetrata che creava un duplice effetto acquario. Come pesci in una vasca trasparente, i clienti osservavano il movimento dei propri simili là fuori. E viceversa.
Occhi piantati sul rapido avvicendarsi di passanti distratti, ad Ariel non sfuggiva niente. Nessuno. Sapeva che lui non sarebbe venuto. Lo sapeva ma non aveva voluto ascoltare il suo istinto. Non ci si rassegna mai a perdere la persona che si ama, nemmeno se questa offre continue prove del suo disinteresse.
Ariel continuava ad osservare la strada, mentre con le dita tamburellava lievemente sul bicchiere di vino rosso ancora intatto. Non suonava. Soltanto un breve rintocco ad ogni colpetto di polpastrello. Lo stesso rumore del tempo, pensò Ariel. Una clessidra alcolica al termine della quale si sarebbe arresa. Lui non la amava.
Decise di non attendere oltre, e di bere un primo sorso, ma non provò alcun piacere. Aveva consumato tutta l'attesa e non le restava nemmeno il gusto di brindare. Non c'era nessun secondo bicchiere con cui scambiare promesse o speranze. Avrebbe preferito perfino celebrare un addio, ma farlo faccia a faccia. Non così.
Quando Ariel chiamò il cameriere, questi per recarsi al suo tavolo aprì un varco nella gente che affollava il locale. Fu così che gli occhi di Hugh notarono quella mesta ragazza con la testa tra le mani, troppo distratta per accorgersi che il cappotto le era caduto in terra ed ora giaceva accasciato tra i piedi della clientela.
Hugh fu rapito forse dai suoi gesti eleganti, forse dal caschetto castano o dalla pelle candida o dalle labbra rosse che risaltavano dall'oscurità dell'abbigliamento nero come una fiaccola nell'ombra. O, forse, era l'ostinazione con cui squadrava il passeggio del mondo al di là del vetro, un universo parallelo in cui stentava a riconoscere facce.
Hugh poteva scorgere le gambe bianche di Ariel. La gonna a metà lunghezza e un paio di ballerine. Hugh pensò che dovesse essere un'ammiratrice di Audrey Hepburn, ma ben lontana dalle mille pallide imitazioni. Lei aveva personalità. Hugh adorava lo stile e la vivacità dell'attrice, anche se i suoi amici preferivano di gran lunga l'esuberanza e le forme di Marylin Monroe.
Hugh decise che quella brunetta triste era la sua Audrey. Aveva appena addentato la torta. Sembrava quasi che si vergognasse di mangiare, in un luogo in cui tutti si recavano per bere, e che per questo ora teneva gli occhi sul piatto e la schiena ricurva. Come tentasse di rendersi invisibile.
Hugh si fece coraggio con un sorso di vino e poi, con il bicchiere in mano, si avvicinò a lei. Tossì, per richiamare la sua attenzione.
Ariel sollevò lo sguardo. Che bel ragazzo, pensò, e arrossì. L'unico uomo sotto i trent'anni che non si sforzava di somigliare a Marlon Brando. Giacca di flanella, cravatta e mocassini. Capelli biondi ordinati in una piega ondulata sul lato destro.
-Mi scusi- esordì Hugh. Indicò il cappotto, inerte sul pavimento. Poggiò il bicchiere sul tavolo e si piegò a raccogliere il soprabito. Lo porse ad Ariel, che ringraziò con un filo di voce. Che modi cortesi, disse a se stessa mentre osservava lo sconosciuto inginocchiarsi per lei. Fiutò il suo profumo di bucato e vaniglia.
-Sta aspettando qualcuno?- le chiese Hugh, facendosi intraprendente.
Ariel scrollò le spalle, meditando per un istante sulla risposta più adeguata e sincera.
-Non ne sono certa-
-Perché i miei amici sono dovuti andar via e... Ecco, è un peccato bere un vino così buono da soli...-
Ariel osservò il proprio bicchiere. Anche Hugh lo osservava. Lo sapevano entrambi. Un'occasione sprecata, forse due.
–Non ha sapore- rispose -Non è vero?-
Ariel e Hugh si guardarono in viso, in silenzio, passando oltre.
-E' come la vita- dissero in coro, all'unisono.
Ariel socchiuse la bocca rossa di stupore. Invitò Hugh a sedersi. Da quel momento, non aspettò più nessuno.

lunedì 30 marzo 2009

Sulla quarta: L'uomo che attraversò il tempo per me



Selma è una giovane donna che vive a New York: il suo lavoro consiste nell'esaminare soggetti autoriali per una produzione televisiva. Fin qui si potrebbe pensare a una storia tutta vip e lounge bar, eppure le apparenze ingannano. Infatti la protagonista, affiancata dall'amica-grillp parlante Laura, non sa buttarsi nella mischia e anzi vive un pò ai margini di ogni mondanità. Una sera, però, uno strano evento romperà la timida monotonia di Selma: un plico abbandonato davanti alla porta di casa, come un segno del destino, la farà imbattere in un misterioso autore e nella storia di una vita che mai avrebbe immaginato di leggere.
Francesca Borrione è autrice di un romanzo romantico e delicato che, affabulando intorno alla figura di un misterioso cavaliere - un viaggiatore nel tempo? - mostra come la realtà possa essere attraente, anche lontana dagli stereotipi cinematografici. Quel che occorre è un pò di fiducia.

Il maccartismo e gli anni inquieti del cinema americano


Partendo da un'agile ricognizione del contesto storico (dalla presidenza di Roosevelt al dopoguerra alla Guerra Fredda) e artistico (dall'American way of life al realismo cinematografico del dopoguerra), il volume propne una lettura degli anni più "inquieti" del cinema americano ricostruendo, anche alla luce dei documenti dell'FBI, la vicenda degli artisti e dei registi coinvolti, soffermandosi in particolare sulle figure di Edward Dmytryk ed Elia Kaza, e analizzando cinque film ritenuti particolarmente significativi: Barriera invisibile, Odio implacabile, Mezzogiorno di fuoco, L'invasione degli ultracorpi e Fronte del porto.

mercoledì 25 marzo 2009

L'uomo che attraversò il tempo per me



Il mio primo (spero non ultimo!) romanzo.
E' una sensazione alquanto singolare. Ora chiunque può leggere nelle mie idee, in parte della mia mente, nella mia fantasia... E io posso farmi conoscere senza rinunciare alla mia riservatezza. Anzi, la scrittura mi aiuta. Mi permette di rivelare ciò che a voce non potrei mai.
Ho messo nella storia tutto ciò che io stessa ho sempre desiderato vivere. La magia dell'immaginazione e delle parole...

Start

Ho sempre scritto per me stessa, non pensando mai di farmi leggere. Anche adesso, quando scrivo è perché ho voglia di farlo. Perché mettere su carta i miei pensieri è un modo di tirarli via dalla mente e ordinarli evitando così di impazzire.
E' una strana esperienza, quella del blog. Si può considerarlo un diario a tutti gli effetti? Non ne sono troppo sicura. C'è un confine, quello dell'universo privatissimo, quello delle emozioni, che per me intimo e personale deve rimanere.
Vorrei semplicemente creare uno spazio per scrivere di me, dei miei studi e delle mie passioni, della scrittura, di libri, di cinema e musica, e poter condividere tutto questo, nella profondissima rete, con chi avrà voglia di leggere...