lunedì 30 marzo 2009

Sulla quarta: L'uomo che attraversò il tempo per me



Selma è una giovane donna che vive a New York: il suo lavoro consiste nell'esaminare soggetti autoriali per una produzione televisiva. Fin qui si potrebbe pensare a una storia tutta vip e lounge bar, eppure le apparenze ingannano. Infatti la protagonista, affiancata dall'amica-grillp parlante Laura, non sa buttarsi nella mischia e anzi vive un pò ai margini di ogni mondanità. Una sera, però, uno strano evento romperà la timida monotonia di Selma: un plico abbandonato davanti alla porta di casa, come un segno del destino, la farà imbattere in un misterioso autore e nella storia di una vita che mai avrebbe immaginato di leggere.
Francesca Borrione è autrice di un romanzo romantico e delicato che, affabulando intorno alla figura di un misterioso cavaliere - un viaggiatore nel tempo? - mostra come la realtà possa essere attraente, anche lontana dagli stereotipi cinematografici. Quel che occorre è un pò di fiducia.

Il maccartismo e gli anni inquieti del cinema americano


Partendo da un'agile ricognizione del contesto storico (dalla presidenza di Roosevelt al dopoguerra alla Guerra Fredda) e artistico (dall'American way of life al realismo cinematografico del dopoguerra), il volume propne una lettura degli anni più "inquieti" del cinema americano ricostruendo, anche alla luce dei documenti dell'FBI, la vicenda degli artisti e dei registi coinvolti, soffermandosi in particolare sulle figure di Edward Dmytryk ed Elia Kaza, e analizzando cinque film ritenuti particolarmente significativi: Barriera invisibile, Odio implacabile, Mezzogiorno di fuoco, L'invasione degli ultracorpi e Fronte del porto.

mercoledì 25 marzo 2009

L'uomo che attraversò il tempo per me



Il mio primo (spero non ultimo!) romanzo.
E' una sensazione alquanto singolare. Ora chiunque può leggere nelle mie idee, in parte della mia mente, nella mia fantasia... E io posso farmi conoscere senza rinunciare alla mia riservatezza. Anzi, la scrittura mi aiuta. Mi permette di rivelare ciò che a voce non potrei mai.
Ho messo nella storia tutto ciò che io stessa ho sempre desiderato vivere. La magia dell'immaginazione e delle parole...

Start

Ho sempre scritto per me stessa, non pensando mai di farmi leggere. Anche adesso, quando scrivo è perché ho voglia di farlo. Perché mettere su carta i miei pensieri è un modo di tirarli via dalla mente e ordinarli evitando così di impazzire.
E' una strana esperienza, quella del blog. Si può considerarlo un diario a tutti gli effetti? Non ne sono troppo sicura. C'è un confine, quello dell'universo privatissimo, quello delle emozioni, che per me intimo e personale deve rimanere.
Vorrei semplicemente creare uno spazio per scrivere di me, dei miei studi e delle mie passioni, della scrittura, di libri, di cinema e musica, e poter condividere tutto questo, nella profondissima rete, con chi avrà voglia di leggere...