venerdì 15 febbraio 2013

Pure Cinema and Reality: Landscapes, Spectators and Life


Il volume Cosa rimane delle avanguardie, a cura della Prof.ssa Bovi (direttrice del Journal "Espressivamente") è quasi pronto. All'interno del volume, curerò un capitolo dedicato a Cinema puro e non-cinema nell'avanguardia cinematografica contemporanea.

In attesa che il saggio possa essere pronto per la stampa, segnalo un estratto presentato al V° NECS Graduate Workshop nel dicembre 2012. Il titolo del paper è: "Pure Cinema and Reality. Landscapes, Spectators and Life":


This paper explores the connection between reality and its cinematic representation in pure cinema. In particular, my paper focuses on the relationship between pure cinema and spectatorship by focusing on landscape, considered as the cinematic space in which both the filmmaker and the spectator find their own truth. Films are made up of images of pure unmediated reality (Benjamin, 2008) and in them spectators find a conjunction between the cinematic experience and real life. It is the landscape, as depicted by Neorealism and by contemporary avant-garde filmmakers (e.g. Benning and Jacobs), that binds fiction and truth, representational space and spectatorial space.

lunedì 11 febbraio 2013

Espressivamente: Recensione: Fondamenti di educazione estetica




Partendo dall’analisi degli studi neuroscientifici sul rapporto tra cervello e percezione, il saggio “Fondamenti di educazione estetica” della prof.ssa Ornella Bovi propone un’accurata osservazione degli elementi che definiscono il bello nelle arti figurative, letterarie e del teatro, e del modo in cui esse vengono recepite, ma anche create, dalla persona. Il senso del “bello” in arte, esaminato nel testo attraverso le riflessioni di filosofi come Platone e Kant,  risulta essere soggettivo, dipendente dalle percezioni personali dello spettatore o dell’autore, in virtù delle caratteristiche di unicità e irripetibilità dell’opera. Il bello non sta quindi nell’oggettività, nell’armonia di colori e nella corretta rappresentazione della realtà osservata, non sta nella ragione, ma nel mistero, come sostiene l’Autrice citando Wackenroder. Spettatore o di artista, l’uomo ha infatti un proprio senso estetico, che manifesta e sviluppa attraverso la propria produzione pittorica, teatrale o letteraria che sia. Le arti, infatti, come giustamente sottolinea l’Autrice, conducono l’uomo alla scoperta della propria personalità e verso una piena affermazione di sé, in un quadro storico, sociale e culturale in continua evoluzione...