mercoledì 23 ottobre 2013

La scelta di Rossellini: fare il cinema utile






Abstract
In questo articolo, si analizza la scelta professionale di Roberto Rossellini di abbandonare la cinematografia tradizionale per dedicarsi alla produzione televisiva didattica. Una decisione artistica che si intende come una scelta di libertà espressiva, lontano dalle rigidità e dalle convenzioni dell’epoca.


Roberto Rossellini era all’apice della sua carriera quando decise di abbandonare, di fatto, la cinematografia, per dedicarsi al suo progetto didattico.
Rossellini era stato una vera e propria guida per i critici appartenenti al Cahiers du Cinéma, i quali avevano visto nel lavoro del regista di Roma città aperta il bocciolo di una nuova cinematografia, quella neorealista, in grado di riscrivere contenuti e forma del film in totale contrapposizione con i dettami dell’industria hollywoodiana, popolare e scintillante, capace di cogliere l’immaginario quanto lontana dalla realtà della storia e della cultura europea del dopoguerra. Si trattava di fare un film che potesse risultare utile, per dirla con le parole di Rossellini; si trattava di creare “un cinema socialmente utile, utile sul piano educativo, sul piano dell'insegnamento del vivere civile”, come egli ebbe modo di dire durante una delle molte interviste sul valore cinematografico e sociale di Roma città aperta.

Per leggere l'intero articolo: Espressivamente, anno 3, numero 1, 2013, pp. 18-26.

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