venerdì 19 dicembre 2014

"Ida", recensione per Orizzonti di gloria

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Continua la mia collaborazione con il magazine di cinema Orizzonti di gloria. Segnalo la recensione sul film Ida, dal titolo "Identità e memoria":

Pawel Pawlikowski torna nella sua Polonia per raccontare la storia, ambientata negli anni Sessanta, della novizia Anna che, saputo di essere ebrea, decide di riscoprire il suo passato e le sue radici. Vincitore del titolo di miglior film agli EFA, gli Oscar del cinema europeo.

Polonia, 1962. Anna (Agata Trzebuchowska, alla sua prima prova cinematografica) è una novizia. Vive nel convento dove, come orfana, è cresciuta. Prima che prenda i voti, tuttavia, la madre superiora la invita a incontrare la sua unica parente ancora in vita, zia Wanda (Agata Kulesza), che negli anni si era sempre rifiutata di prendersi cura di lei. Pur con qualche perplessità Anna obbedisce, intraprendendo un viaggio che la porterà più lontano di quanto lei stessa possa pensare. Wanda è speculare ad Anna: dura, pragmatica, dai modi e dalle parole spicce. La scoperta che Anna, in realtà, si chiama Ida, e che è ebrea, non accade come un colpo di scena, ma come l’inizio di un’avventura interiore. È solo la premessa di un film, apparentemente lineare ma estremamente complesso, che ruota tutto attorno alla scoperta dell’identità, non solo di Anna/Ida, ma di un’intera nazione. ...

Per leggere l'articolo: Orizzonti di gloria.

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