martedì 2 dicembre 2014

"Tra le sbarre: arte, catarsi e libertà in Cesare deve morire dei fratelli Taviani"



E' stato appena pubblicato il mio articolo Tra le sbarre: arte, catarsi e libertà in Cesare deve morire dei fratelli Taviani, per il Journal "Espressivamente" (1, 2014). Questo articolo era stato presentato in forma di research paper alla AATI Conference 2013.

Abstract
Il presente articolo è incentrato su un’analisi critica al film Cesare deve morire (2011), di Paolo e Vittorio Taviani. In particolare, si indaga la rilevanza pedagogica del film secondo una duplice chiave di lettura: una legata al suo valore sociale e politico (Andrew, 2012) rispetto alla attuale società italiana, e una meta-cinematografica (Bergson, 1922; Rothwell in Wells, 1986; Hatchuel, 2004) connessa con il significato stesso di arte.  



Cesare deve morire racconta l’allestimento del Giulio Cesare di Shakespeare all’interno del carcere italiano di Rebibbia, con i detenuti stessi in veste di attori. Punto chiave è proprio il valore dell’esperienza cinematografica e scenica per gli interpreti dell’opera shakespeariana. I fratelli Taviani hanno scelto la compagnia dei detenuti per interpretare se stessi in una realtà autentica seppur chiusa in una cornice di finzione. Forse ancora utopisti ed esagerati (Miccichè, 1997; Zagarrio, 2004) per la poetica del loro cinema e la dimensione assoluta dell’esperienza cinematografica, i fratelli Taviani spostano l’attenzione sul concetto di arte liberatrice, risanatrice, purificatrice e creatrice. Nel Giulio Cesare, i detenuti/attori rivivono se stessi con accenti, mimica e gestualità del proprio essere, del passato e delle radici. L’arte diventa una purificazione dell’anima (Taviani, 2011), una catarsi, un modo di astrarsi dalla realtà e proiettarsi anche fuori dalle proprie colpe. Un’espiazione che si compie, esaurendosi, sulla scena, per portare una inevitabile consapevolezza, ma anche a un’inaspettata speranza: “da quando ho incontrato l’arte, questa cella è diventata una prigione” (Taviani, P., Taviani V., Cesare deve morire, 2011).


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