lunedì 16 febbraio 2015

L'uomo che attraversò il tempo per me: estratto


Un breve estratto da L'uomo che attraversò il tempo per me:


"Come posso aver sempre ignorato che quella persona era lì, se non accanto a me, almeno abbastanza vicino per udirmi, e che i suoi occhi assimilavano ogni mio gesto, ogni cenno, ogni particolare, ogni confessione più personale della mia vita?
Potrei anche gettare il manoscritto nella spazzatura o rinchiuderlo tra i soggetti scartati al lavoro, fingendo che sia soltanto il prodotto di un qualsiasi autore in cerca di successo, e tentare di dimenticare questa serata, schedandola come l’ennesimo sogno a occhi aperti.
Ho un milione di possibilità, lontane dal riprendere in mano quei fogli, ma qualcosa mi richiama. Sono più incuriosita che impaurita. Dopo un lungo sospiro, continuo la lettura, nel tentativo di non considerarla come la mia biografia, ma una storia in cui mi sia incredibilmente facile immedesimarmi.

Io sono semplicemente un’ombra. Selma attraversa intere giornate in solitudine, senza accorgersi che le basterebbe alzare lo sguardo per notare che il mondo non le è poi così ostile.
Se è costretta a parlare di sé, delega la propria vita a descriversi attraverso frasi di film o citazioni da libri, le sole cose che la rendono veramente felice.
Selma vive per conto suo da quando è andata al college. Ha lasciato il tetto familiare per cercare di costruirsi una sua vita, autonoma e indipendente, vicina il più possibile al sogno che aveva da bambina. Non so bene se abbia realizzato i suoi desideri, non so se il suo lavoro la soddisfi o se lei non aspiri, intimamente, a qualcosa di più gratificante. Legge la roba altrui, ma perché non ha mai pensato di scrivere qualcosa di suo? Perché non trova mai il coraggio di esporre se stessa? Perché ha così paura di essere respinta?
Immagino che riesca bene nel suo lavoro e che quell’ambiente, tutto sommato, le sia congeniale. Selma adora il cinema e ha una grande immaginazione, ecco perché sa capire quanto una storia scritta su carta abbia le potenzialità per diventare film. In questo, probabilmente, non c’è impiegata migliore di lei. Tuttavia, oltre le scartoffie ammucchiate sulla scrivania, Selma non ha altra compagnia nell’azienda. Lei crede che nessuno le giri mai intorno, si lamenta della solitudine, ma io so che non è così. Posso quasi figurarmela, rannicchiata in quei vestiti asessuali, con lo sguardo assorto, a cercare disperatamente di nascondere la propria bellezza e sperare, al tempo stesso, che qualcuno si accorga di lei. Me la immagino immersa nella poltrona, l’ultimo soggetto pervenuto già per le mani, con gli occhi soltanto per quella finestra sulla città, e mai uno sguardo verso gli altri uffici. Passano decine di persone, sconosciuti, postini, attori, scrittori, registi, giornalisti, impiegati. Transitano continuamente nel palazzo, eppure Selma fa finta di niente. Riesce a convincere perfino se stessa di essere totalmente invisibile e non concede granché al collega che le fa visita di tanto in tanto proponendole un caffè assieme. Tanto quel tipo ha sicuramente qualcosa di storto, perché una volta Selma ha pescato una mela marcia, e ora preferisce credere che tutte le mele siano bacate, piuttosto che rischiare di coglierne un’altra.
Chissà quando capirà che è sempre meglio provare, piuttosto che rinunciare soltanto per paura… Quel giorno, la persona giusta apparirà ai suoi occhi, e sarà come lei l’aveva immaginata. Sarà tanto interessante da costringerla ad abbassare lo sguardo. Sarà diverso dal sogno perché sarà reale, ma per quanto lei potrà cercare in lui difetti e vizi, se ne innamorerà, e allora si renderà conto che aveva ragione Natalie Wood in Gioventù bruciata, quando diceva:
“Per tutta la vita ho cercato qualcuno che mi volesse bene, e adesso sono io a voler bene, ed è così facile". Non dovrà nemmeno chiedersi: “Perché è così facile, ora?”. La risposta sarà davanti a lei. La persona che sarà talmente sbagliata sulla carta, da essere quella giusta nella vita vera…"

Il romanzo è acquistabile presso le maggiori piattaforme di distribuzione (Amazon, etc.) o presso il sito dell'editore Triskell.

sabato 14 febbraio 2015

The Iceman, la recensione per "Orizzonti di gloria"

La storia vera del killer Richard Kuklinski nel film di Ariel Vromen, con Michael Shannon ottimo protagonista. Un lavoro di cronaca che entra nella mente di un assassino a sangue freddo, zigzagando tra i frammenti di vita familiare e una scia di sconcertanti omicidi.


Ciò che emerge con più forza, e che è forse l’elemento più interessante in questa atipica biografia del male, è che Richard Kuklinski non può essere veramente considerato un serial killer, in quanto ogni assassinio avvenuto per sua mano è stato la conseguenza di una scelta propria o della mafia, che lo aveva ingaggiato. Kuklinski non è uno psicopatico e non c’è nulla che riconduca alla definizione di un simile profilo. Psicotico, maniaco del controllo, narcisista, aggressivo. Ma non seriale. The Iceman è stato nella realtà un killer a pagamento che, si conta, possa aver ucciso nella realtà tra 33 e 250 persone. L’inquietante soprannome gli fu attribuito per la sua pratica – sviluppata negli anni – di congelare i cadaveri, in modo che la polizia non potesse poi risalire alla data della morte. In verità, è proprio la figura di Richard Kuklinski che ci viene presentata come quella di un assassino spietato e gelido, legato solo alla famiglia e a pochi vincoli morali (“non uccido donne e bambini”). È davvero un uomo di ghiaccio il killer che lascia invocare Dio a una delle sue vittime e poi sparare affermando che Dio non si è palesato in suo soccorso.
 


Per leggere la recensione: Orizzonti di gloria.

mercoledì 4 febbraio 2015

"L'anti-romantica", un nuovo racconto pubblicato


Il mio nuovo racconto L'anti-romantica è disponibile nel numero di febbraio di "E' magazine", periodico di "E' scrivere". Si tratta di un racconto a tema dedicato a San Valentino.
Qui di seguito, un breve estratto:


E noi? Noi che siamo stati lasciati, le persone con il cuore spezzato, i sopravvissuti all’apocalisse sentimentale? Noi che rimettiamo insieme i cocci della nostra vita, mentre il resto del mondo festeggia l’illusione del “vissero per sempre felici e contenti”? Ho deciso: l’anno prossimo mi ergerò capofila della rivoluzione anti-romantica, in difesa del mondo dei dispari, di noi anime spaiate che cerchiamo di bastare a noi stesse.


Il racconto è a pagina 46 e può essere scaricato QUI.