sabato 14 febbraio 2015

The Iceman, la recensione per "Orizzonti di gloria"

La storia vera del killer Richard Kuklinski nel film di Ariel Vromen, con Michael Shannon ottimo protagonista. Un lavoro di cronaca che entra nella mente di un assassino a sangue freddo, zigzagando tra i frammenti di vita familiare e una scia di sconcertanti omicidi.


Ciò che emerge con più forza, e che è forse l’elemento più interessante in questa atipica biografia del male, è che Richard Kuklinski non può essere veramente considerato un serial killer, in quanto ogni assassinio avvenuto per sua mano è stato la conseguenza di una scelta propria o della mafia, che lo aveva ingaggiato. Kuklinski non è uno psicopatico e non c’è nulla che riconduca alla definizione di un simile profilo. Psicotico, maniaco del controllo, narcisista, aggressivo. Ma non seriale. The Iceman è stato nella realtà un killer a pagamento che, si conta, possa aver ucciso nella realtà tra 33 e 250 persone. L’inquietante soprannome gli fu attribuito per la sua pratica – sviluppata negli anni – di congelare i cadaveri, in modo che la polizia non potesse poi risalire alla data della morte. In verità, è proprio la figura di Richard Kuklinski che ci viene presentata come quella di un assassino spietato e gelido, legato solo alla famiglia e a pochi vincoli morali (“non uccido donne e bambini”). È davvero un uomo di ghiaccio il killer che lascia invocare Dio a una delle sue vittime e poi sparare affermando che Dio non si è palesato in suo soccorso.
 


Per leggere la recensione: Orizzonti di gloria.

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