lunedì 13 aprile 2015

"Il richiamo delle onde": breve estratto



In attesa del 23 aprile, data di uscita de "Il richiamo delle onde" per Triskell Edizioni, qui di seguito un breve, brevissimo estratto...

«Non sei di queste parti, vero?» mi chiede.
Scuoto il capo, mentre mando giù un bel boccone.
«Li conosci tutti i centonove abitanti di questa città?»
«Centoundici,» mi corregge. «Non ci vuole molto, soprattutto se lavori nell’unica tavola calda dove tutti si fermano per il pranzo e nelle pause di lavoro.»
«Immagino.»
«Sei della città?»
Annuisco. La mia affermazione distratta ha però sollevato un’improvvisa curiosità in Gerard. Gli occhi gli si sono ravvivati come una finestra aperta di prima mattina.
«E com’è?» domanda con un sussulto.
«Grande,» scrollo le spalle, pensando annoiata agli intrecci di via a perdita d’occhio e all’inconsistenza delle relazioni cui tutti noi cittadini ci siamo abituati.
Gerard mi osserva, insoddisfatto e un po’ deluso dalla mia laconica risposta. Grande. Come immensa, come caotica, trafficata, come persa, come incrocio casuale di singole lune. È opportuno che io riveda il mio commento.
«Intendo che non è poi così stupenda come tutti si immaginano,» gli spiego, cercando di convincerlo del mio punto di vista. «Sì, certo, dall’esterno può creare una suggestione, sai, coi grattacieli, le strade a tre corsie, le luci e il continuo movimento di persone, da un’alba all’altra.»
“Proprio per questo”, sembra affermare l’espressione affascinata di Gerard.
«Ma non è così,» insisto. «La gente quasi non si parla, nessuno tiene a mantenere le promesse, e ogni scambio interpersonale si riduce a poche battute. È come un’effusione in ascensore, non so. Ha la profondità di un sms.»
Gerard è perplesso.
«Ma questo è un problema di relazione, scusa: cosa c’entra la città?»
«Beh, ora noi stiamo avendo una conversazione, no? Ecco, questo in città non capiterebbe: un tranquillo dialogo davanti a una tazza di caffè.»
«Cara Hannah, rischierei di ripetermi. Forse non ti interessano le persone che frequenti abitualmente. Forse non avete molto da comunicare.»
«Quindi se tu abitassi in città, allora mi piacerebbe di più abitarci.»
«Se non ho capito male, se entrambi vivessimo là, non ci conosceremmo affatto.»
Credo di essere arrossita, così abbasso lo sguardo. Non posso credere a quello che sto per dire, eppure è irrefrenabile il desiderio di manifestare quello che provo.
«Allora è una fortuna che io sia capitata da queste parti.»

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