lunedì 4 maggio 2015

Il richiamo delle onde (Stranger Town): nuovo estratto



Un altro estratto. Diciamo un invito alla lettura!



Resto per qualche istante a tenere sotto controllo ogni angolo del paese, in modo da non perdere nemmeno un passante, neanche un’ombra, un filo, una foglia calpestata per terra. Giro su me stessa a trecentosessanta gradi. Ma quale segnale mi aspetto di ricevere. Allungo il collo e mi sembra di scorgere Gerard. È il passante distratto, l’uomo seduto sulla panchina che legge il giornale, la coppia di studenti che si bacia sotto uno di quegli alberi laggiù in fondo, il tipo con le spalle larghe e i piedi ben piantati in terra che litiga al telefono con la moglie. Se la mente non smette di giocarmi questi tiri, non riuscirò a scappare via. Perché Gerard è dappertutto. L’aria è pregna della sua assenza. Celeste, pungente. Consapevole e vuota.
Chiudo gli occhi. Come vorrei fermare il tempo. Vorrei che fosse tutto diverso. Vorrei far andare le cose come voglio. Vorrei farle svoltare dalla parte giusta. Comunque, dalla mia. E anche se sono consapevole che è impossibile, che quando l’hai fatto la prima volta poi le altre diventano una noiosa abitudine, vorrei non essere più costretta a dire addio. Gerard mi idealizza, non c’è nulla di più terrificante. E a un certo punto lo deluderei, perché non corrispondo nemmeno in parte al mito dell’angelo addormentato. Io sono la disastrosa espressione dell’amore elemosinato, il prototipo di chi non riesce a farsi amare per come è.
Gerard questo non lo può comprendere. Immerso nella ricerca di qualcuno per cui romanticamente struggersi, egli è davvero vittima delle sue paure. Affascinante straniero pieno di sentimento e privo di volontà. Mollusco tenuti in piedi ora dal ricordo, ora dalla speranza, ora dalla caparbietà altrui. Non mi soffermo a riflettere che forse sto descrivendo me, e non lui.
Pensavo davvero di poter salvare qualcuno? Ho mai avuto una tale ambizione? Alcuni di noi sono perennemente in cerca della stessa cosa che gli è sfuggita da bambini. Cambia solo la ragione per cui farsi male: continuiamo a puntare il medesimo spigolo e, a ritmi alterni e costanti, a sbatterci la testa.
Gerard dava l’impressione di essere così sicuro di sé, così risoluto, determinato, con quel suo temperamento artistico tutto da scoprire, la passione per i dolci e la presenza fisica di uno che sai di potertici appoggiare se mai, camminando per strada, dovessi inciampare in una buca. E poi ha raccolto le mie lacrime, che è molto più chiunque abbia mai fatto per me in tutta la vita. E ha saputo convincermi che una berretta di lana grossa e un invadente giaccone di piume sono più attraenti di una chioma fluente adagiata sulle spalle nude.



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