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COSA RESTA DELLE AVANGUARDIE
(Aracne, Roma 2015, pp. 140)

Il saggio Cosa resta delle avanguardie, edito da Aracne, scritto insieme a Ornella Bovi, propone una rivisitazione di contesti pittorici e cinematografici che possono indirizzare il lettore verso una visione di continuità tra passato futuribile e tendenze che tentano vie trasversali, riconducibili all’esperienza d’arte in tutte le sue forme. Pittura e cinema possono convivere all’interno dello stesso spazio di ricerca, in quanto ambedue si esprimono in immagini, e ambedue sono in un momento di stallo, in cui la pittura sta smarrendo i suoi connotati e il cinema sta esplorando nuove strade per catturare visioni. 

Nella seconda parte del lavoro, i miei contributi su "non-cinema nell'avanguardia contemporanea" e cinema mumblecore ("Il mumblecore come avanguardia"). Due contesti diversi, eppure legati dal concetto di "realtà" e "realismo".
Per leggere l'introduzione e consultare l'indice: QUI.


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FOTOGRAMMI SUL LAVORO. IL RACCONTO FILMICO PER IMPARARE A VIVERE
(Aracne, Roma , 2014, pp. 208)




Il presente volume esplora tematiche e argomenti legati al mondo del lavoro (tute blu e colletti bianchi, working girls, lavoro nero e discriminazioni di genere, azienda etica e capitale umano) attraverso la lente metaforica e coinvolgente della cinematografia.
Basandosi su oltre 130 film, l’autrice indaga e sottolinea le prospettive sociali, morali e pedagogiche del racconto filmico: dall’archetipo di Tempi moderni e Acciaio, alla ridefinizione della donna in carriera come ne Il diavolo veste Prada e Viaggio sola, per giungere alla leadership illuminata di Tucker e alle dinamiche di gruppo de Gli stagisti.
Ogni pellicola analizzata diventa uno zoom sulla realtà, sulle prospettive di una società allargata e planetaria che incontra il lavoro e lo sublima, oltre il concreto fluire degli eventi, per approdare all’immagine pura della fantasia.

Per la scheda completa del volume: Fotogrammi sul lavoro.
L'indice del volume è consultabile presso il sito di Aracne Editrice al seguente link: Fotogrammi sul lavoro - Table of Contents.
Il volume è acquistabile anche presso Amazon.


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IL CINEMA SPECCHIO DELLA REALTA'. MODELLI CULTURALI A CONFRONTO
(Aracne, Roma, 2013, pp. 175)




Il presente volume indaga modalità ed effetti tramite i quali il cinema può insinuare piccoli o grandi mutamenti nella società e nell’approccio individuale alla proiezione filmica. Il film, infatti, agisce sul piano dell’inconscio e della consapevolezza soggettivi, focalizzando più livelli di indagine, di percezione, di comprensione, sempre rivolte alla crescita cognitiva dello spettatore. Storia ed arte s’influenzano reciprocamente nella ridefinizione di contesti e modelli culturali, per uno sguardo più vasto, libero e aperto all’altro, all’inesplorato, al mistero.

Possiamo dire che il cinema realizza i suoi eventi sempre come rispecchiamento del mondo, che segna un nuovo modo di guardare la vita e riconsiderare il destino individuale e collettivo in una articolata e complessa occasione di analisi.



Per la scheda completa del volume: Il cinema specchio della realtà.


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ESPRESSIVAMENTE
Annuario I–2011

(Aracne, Roma 2012)



Presentiamo in forma cartacea i contributi della rivista Espressivamente, già da tempo disponibile on-line, per consentire una più tradizionale consultazione. Pensiamo, in particolare, a coloro che non hanno con internet un rapporto del tutto friendly.
Riteniamo che si possa produrre ulteriore spazio alla riflessione ed al confronto sui temi caldi della ricerca in campo artistico e nei confronti del potenziale creativo, presente nella persona umana e spesso trascurato.

Per la scheda del volume presso l'editore Aracne: Espressivamente - Annuario


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IL MACCARTISMO E GLI ANNI INQUIETI DEL CINEMA AMERICANO
(Morlacchi University Press, Perugia, 2007, pp. 135)


Partendo da un'agile ricognizione del contesto storico (dalla presidenza di Roosevelt al dopoguerra alla Guerra Fredda) e artistico (dall'American way of life al realismo cinematografico del dopoguerra), il volume propne una lettura degli anni più "inquieti" del cinema americano ricostruendo, anche alla luce dei documenti dell'FBI, la vicenda degli artisti e dei registi coinvolti, soffermandosi in particolare sulle figure di Edward Dmytryk ed Elia Kaza, e analizzando cinque film ritenuti particolarmente significativi: Barriera invisibile, Odio implacabile, Mezzogiorno di fuoco, L'invasione degli ultracorpi e Fronte del porto.